Attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati - DPR 177

29-08-2015
Attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati - DPR 177

L'ASL di Milano – Servizio di Prevenzione e Protezione Servizio PSAL, con il Gruppo di Lavoro, costituito da Tecnici e Medici, sugli Ambienti Confinati, ha elaborato un Quaderno Tecnico: Attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati (DPR 177/2011). Riferimenti normativi e requisiti di sicurezza.

Il Documento è indirizzato ai Datori di Lavoro che impegnano le proprie maestranze in ambienti confinati o sospetti di inquinamento nei cantieri di EXPO a Milano.
Il Documento che per la classificazione degli ambienti confinati fa riferimento alle Norme OSHA (www.osha.gov), per sopperire alla carenza in materia della normativa italiana, indica per la Valutazione dei Rischi ai Datori di Lavoro, un elenco non esaustivo riportato di seguito:

A. chimico: riduzione della concentrazione di ossigeno; incendio dovuto a incremento del tenore di ossigeno/esplosione da dispersione di sostanze infiammabili e/o polveri combustibili; presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose/ polveri comprese quelle derivanti da esposizione all’amianto;
B. biologico: contaminazione con agenti biologici di varia natura a secondo delle caratteristiche dell’ambiente operativo (es. fogne);
C. fisico: ustioni/congelamento per presenza di parti ad elevata/bassa temperatura ingresso in macchine termiche (es. evaporatori, caldaie, scambiatori); rumore/vibrazioni/campi elettromagnetici (CEM);
D. elettrico: impianti/apparecchi non adeguati; danneggiamento/perdita dell’isolamento; rischio di elettrocuzione, specie per attività all’interno di luoghi conduttori ristretti;
E. investimento/schiacciamento: accesso da aree stradali; caduta di gravi; errori di manovra di attrezzature/veicoli;
F. caduta: impiego di attrezzature non adeguate; impiego di attrezzature in maniera errata (es. scale portatili troppo corte o non vincolate); mancato utilizzo dei DPI anticaduta;
G. annegamento/seppellimento: impiego di attrezzature di intercettazione del flusso non adeguate; tracimazioni/eventi meteorici improvvisi; operazioni su materiali solidi instabili;
H. altri rischi: interferenze con altre lavorazioni; temperature estreme; seppellimento da materiali instabili, caduta di oggetti dall’alto; superfici bagnate e scivolose; posture disagevoli; rischi di natura psicologica (es. claustrofobia)”.

Dopo l'integrale lettura del Quaderno Tecnico, consiglio la lettura dell'articolo di Billy Taylor sugli: "Errori comuni e non corrette interpretazioni dello standard OSHA", tradotto in italiano, dall'ing. A. Bacchetta.

 
 

Nel Quaderno tecnico poche righe sono riservate al Piano dell'Emergenza che deve avere i seguenti requisiti:

  • predisposizione di uno specifico piano di emergenza, derivante dall’analisi dei rischi
  • informazione, formazione ed addestramento del personale addetto all’emergenza
  • disponibilità delle attrezzature e dei DPI per le vie respiratorie per il soccorso e il salvataggio
  • definizione di uno specifico percorso per l’accesso dei mezzi di soccorso armonizzato con il piano di viabilità generale

Il Piano per la gestione dell'Emergenza è fondamentale per attività quali quelle in ambienti confinati o sospetti di inquinamento che hanno comportato infortuni gravi e mortali, spesso aggravati dalla mancanza di adeguate procedure per le emergenze con l'impegno di maestranze altamente specializzate nella gestioni di situazione critiche e, pertanto, consiglio la lettura del seguente documento "ASPETTI, TECNICHE E PROCEDURE DI LAVORO NEGLI AMBIENTI CONFINATI" di Gianfranco Tripi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

 
 
 
 

Marco Bizzotto sicurezza cantieri

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