Il rischio rumore negli ambienti di lavoro

28-01-2013
Il rischio rumore negli ambienti di lavoro

Gli effetti del rumore sulla salute sono molteplici, ma generalmente si registrano:

  • Danni diretti all’apparato uditivo
  • Danni extra uditivi quali alterazioni della frequenza cardiaca, modificazioni della pressione arteriosa, modificazioni funzionali del sistema nervoso centrale e autonomo e alterazioni a carico dell'apparato digerente.


La valutazione deve essere eseguita in osservanza a quanto disposto dall’art. 190 del D.Lgs. 81/2008. Il datore di lavoro ha l’obbligo di determinare il livello di esposizione al rumore di ogni lavoratore o gruppo omogeneo di lavoratori e di verificare il rispetto dei valori limite, tenuto conto dell’efficacia dei DPI per l’udito utilizzati.

La legge fissa un valore limite di esposizione e due valori di azione:

  Livello di esposizione giornaliera
al rumore
(Lex/8h) in dB(A)

Pressione acustica di picco
ponderata C

valore inferiore di azione

80

135 dB(C)

valore superiore di azione

85

137 dB(C)

limite di esposizione

87

140 dB(C)

 

In adempimento alla nuova legge poi il datore di lavoro elimina i rischi alla fonte o li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valori limite di esposizione' (art. 192).

La valutazione del rischio deve sempre quanto meno evidenziare i seguenti cinque elementi:

  • L(EX) e L(Cpicco) degli esposti ad oltre 80 dB(A) e/o 135 dB(C)
  • Presenza delle condizioni di rischio indicate all’art.190, comma 1, che potenziano quelle dovute ai livelli di rumore (rumori impulsivi, ototossici, vibrazioni, ecc…)
  • Individuazione delle aree con L(Aeq) > 85 dB(A) e/o L(Cpicco) > 137 dB(C)
  • Verifica dell’efficienza e dell’efficacia dei DPI-uditivi
  • Indicazione del programma di misure tecniche e organizzative ex art.190, comma 2, quando L(EX) > 80 dB(A) e/o L(Cpicco) > 135 dB(C).

L’aggiornamento della valutazione è necessario se tali 5 elementi non sono presenti e nei casi in cui sono presenti lavoratori con esposizioni comprese tra il valore inferiore di azione (80 dB(A) / 135 dB(C)) ed il valore superiore di azione (85 dB(A) / 137 dB(C)) e l’azienda non aveva provveduto alla individuazione del programma di misure tecniche e organizzative in quanto nella legislazione precedente questo diveniva obbligatorio solo al superamento del valore superiore di azione.
Importante è la formazione dei lavoratori, in quanto in base all’accordo stato regioni del 21 dicembre 2011 tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori ai sensi dell'art. 37, c. 2, D.Lgs. 81/08, che disciplina, ai sensi dell'articolo 37, comma 2, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, e successive modifiche e integrazioni (di seguito D.Lgs. n. 81/08), la durata, i contenuti minimi e le modalità della formazione, nonché dell'aggiornamento, dei lavoratori e delle lavoratrici come definiti all'articolo 2, c. la formazione specifica fa riferimento ai rischi individuati nell’ambiente di lavoro ai sensi dell' articolo 28 i quali contenuti fa riferimento i rischi fisici tra cui il rischio da esposizione al rumore.

La conoscenza adeguati DPI per la tipologia di lavoro, una buona formazione sul rischio e addestramento specifico previsto sull’utilizzo degli DPI-uditivi limita il danno da esposizione ad attrezzature/impianti rumorosi.
 

Dott.ssa Fiorella Fornea

 
 

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